Chi non concorda sul fatto che i pomodori o l'insalatina raccolti con le proprie mani abbiano quel 'non so che' capace di renderli tanto speciali? Sarà la freschezza unita al giusto grado di maturazione, sarà la soddisfazione di poter dire 'questi li ho coltivati io', fatto sta che si gustano molto più volentieri rispetto a quando facciamo la spesa al supermercato. Inoltre c'è da dire che non occorre molto per ottenere discreti risultati: ovviamente bisogna avere la fortuna di poter disporre di un piccolo pezzo di terreno fertile, ben esposto al sole e possibilmente un po' riparato almeno dalle strade più trafficate (ben inteso: respiriamo più o meno tutti la stessa aria, ma se vogliamo conservare quella piccola illusione di genuinità casereccia evitiamo almeno le contraddizioni più grossolane!), dopodiché basta un po' di buona volontà e di costanza.
Chi è completamente digiuno di ogni base teorica (compresi ovviamente i preziosi consigli di navigati orticoltori presenti nel parentado o tra i vicini di casa) può investire parte della costanza necessaria leggendosi qualche paginetta ad hoc (sono un'infinità i manualetti a disposizione, anche molto economici) o inserendo 'orto' in qualche motore di ricerca e scaricandosi almeno i consigli più elementari. Dopodiché vale la pena lanciarsi nella pratica e farsi le proprie esperienze, sia perché tutti i consigli vanno comunque calati nel proprio 'contesto', sia perché, nella peggiore delle ipotesi, il tempo passato con in mano una zappa o un sarchiello è comunque 'salutare' di per sé, soprattutto per chi normalmente fa altro nella vita.
Non mi azzardo minimamente a tentare di condensare tutto lo scibile orticolo in poche righe; mi limito a ricordare un approccio che può forse sfuggire ai più: coltivare piantine nel proprio orto vuol dire prendersi cura delle piantine ma anche dell'orto! Il terreno non è un substrato inerte e la sua fertilità va costruita, conservata e incrementata nel tempo mixando abilmente lavorazioni, concimazioni e rotazioni delle colture: in altri termini, il piacere dell'orto va calato nel lungo periodo, lasciando che siano le stagioni a scandirne naturalmente i tempi.
A questo punto si può parlare di semi o di piantine da trapiantare: quest'ultima è sicuramente la strada più semplice per ottenere buoni risultati con la maggior parte delle specie, in quanto si demanda ad altri la necessità di disporre di ambienti protetti per la germinazione e le prime fasi di sviluppo. Noi abbiamo un ampio assortimento di specie e varietà disponibili in contenitori alveolati che permettono di non disturbare l'apparato radicale al momento del trapianto riducendo così al minimo lo stress legato a questa operazione (dal punto di vista della pianta, ovviamente): lattughe e radicchi, sedano e prezzemolo, basilico, cipolle e porri, cavoli, pomodori, peperoni, melanzane, zucchini, cetrioli, meloni e angurie richiedono in questo modo un semplicissimo gesto per essere messe a dimora e riprendere immediatamente a crescere e svilupparsi; l'unica avvertenza, soprattutto nei primissimi giorni, é non far mancare mai l'acqua necessaria, in quanto non hanno ancora la possibilità di andarsela a cercare molto lontano.
Gio, 19 Marzo 2009, 11:36



